Informazioni su Antonio Volpon

Ho un'esperienza di più di 25 anni come consulente User Experience e Project Management, in particolare nei settori fashion e luxury, sport ed editoria. [Profilo]

Come si scrive per il web – Intervista a Jonathan e Lisa Price

  1. Parlateci di voi [Risposta 1]
  2. A chi si rivolge “Hot Text: Web Writing That Works”? Perché un interno manuale dedicato alla scrittura nel web? [Risposta 2]
  3. Qual è la più importante caratteristica di un testo rivolto al web? [Risposta 3]
  4. Il testo nel web dev’essere conciso, leggibile a colpo d’occhio e andare diritto al nocciolo. Ma non perdiamo un po’ di magia in questo modo? [Risposta 4]
  5. Pensate che le linee guida contenute in Hot Text (rivolte ai lettori inglesi), siano applicabili anche alla lingua italiana? Le frasi in italiano, per esempio, tendono ad essere più complesse e lunghe di quelli inglesi. [Risposta 5]
  6. Proviamo con un esempio a capire cosa significa “scrittura per il web che funziona”. Ho trovato questo estratto nel sito di Salt Lake 2002. Credete che possa essere migliorato? [Risposta 6]
  7. Ci sono stati dei miglioramenti nella scrittura web degli ultimi mesi? [Risposta 7]
  8. Quale è la vostra esperienza come navigatori della rete? [Risposta 8]
  9. Perché avere deciso di mettere tutto il vostro libro gratuitamente su internet? [Risposta 9]

Parlateci di voi

Io e Lisa siamo scrittori.
Scriviamo di tecnologia per giornali, webzine, siti di ecommerce, aziende hi-tech e riviste accademiche.

Alcuni anni fa abbiamo pubblicato “The Best of Online Shopping” per Ballantine, rivolto ai consumatori che vogliono capire come funzionano gli acquisti sul web. Per la stesura del libro abbiamo analizzato circa 8.000 siti di ecommerce.

L’ultimo libro, “Hot Text: Web Writing that Works” (edito da New Riders), è nato grazie all’esperienza acquisita e alle ricerche di altri che hanno permesso di stabilire cosa funziona e cosa non funziona quando si scrive per il web.

Top

A chi si rivolge “Hot Text: Web Writing That Works”? Perché un interno manuale dedicato alla scrittura sul web?

Questo libro è rivolto a chiunque scriva per il Web.
Siamo convinti che ci sono parecchi libri che parlano di graphic design, di usabilità e di interfaccia utente. Ma fino a quest’anno ce n’erano solo due che parlavano di scrittura web: “Writing for the Web” di Crawford Kilian [nuova finestra] e “The Internet Writer’s Handbook” di Martha Sammons [nuova finestra]. Anche se sono dei buoni testi, sono stati scritti da autori provenienti dal mondo universitario.

Noi stessi abbiamo insegnato all’università (NewYork University, Rutgers University, University of California, University of New Mexico) e sappiamo quanto l’esperienza possa essere alienante.
Fuori dall’università realizziamo ed editiamo contenuti per aziende high-tech come America Online, Disney.com, KBKids, e Hewlett Packard. Costruiamo anche interi siti web per piccole aziende e organizzazioni filantropiche.

Abbiamo così voluto scrivere un libro per chiunque debba creare di testo che va online – documentazione tecnica, pubblicità, testi per il marketing, notizie e perfino curriculum vitae. Prepariamo scrittori che svolgono i più svariati lavori, per questo nel libro illustriamo qualche principio generale, per poi concentrarci sui generi da adottare, ad esempio per scrivere le FAQ (Frequently Asked Questions) o le politiche di privacy.

Top

Qual è la più importante caratteristica di un testo rivolto al web?

Partecipare alla conversazione con l’utente.
Il nostro testo dev’essere più corto, semplice, focoso e interattivo rispetto a quello stampato.

Ma oltre a questi cambiamenti stilistici, dobbiamo cambiare noi stessi. Dobbiamo ripensare la nostra prospettiva, considerarci come chi risponde alle domande e alle richieste, interagendo con i nostri utenti. Siamo parte di uno scambio, non stiamo pubblicando un documento autorevole. Il nostro modello è quello delle liste di discussione, non dei libri stampati.

Top

Il testo nel web dev’essere conciso, leggibile a colpo d’occhio e andare diritto al nocciolo. Ma non perdiamo un po’ di magia in questo modo?

“Magia” significa ottenere quello che vuoi con un prodigio, come i poteri soprannaturali che ti alzano da terra e ti portano dove vuoi. Il buon contenuto nel web si comporta allo stesso modo. Tutti noi conosciamo il fascino di Dante o di Petrarca, l’incanto di Umberto Eco e il “dulce et utile” di Orazio. Ma i contenuti online non sono opere d’arte.

La magia del testo nel web sta nel consentire ai visitatori di interagire con te, di soddisfare le loro necessità, di riuscire a ottenere ciò che si aspettano. Con questo tipo di magia il testo sul web si presenta sia come contenuto sia come interfaccia; una frase significativa può essere allo stesso tempo l’elemento di un menù.

Se il tuo testo riesce ad aiutare le persone nel trovare ciò che cercano, di capire quello che vogliono imparare, di acquistare il prodotto perfetto (se la tua azienda l’ha disponibile), allora parliamo di magia “commerciale”.

Le ricerche di Jared Spool sui contenuti nei siti di ecommerce indicano che se le persone riescono a trovare ciò che vogliono, a imparare ciò che vogliono imparare, diventano clienti abituali. Da altre ricerche, sappiamo poi che i clienti abituali tendono a spendere più dei visitatori casuali.

Io e Lisa enfatizziamo la natura commerciale del web, anche se scriviamo poesie e ci occupiamo di cultura. Ma la maggior parte di noi, nel lavoro quotidiano, vive in un ambiente eterogeneo, che è in parte azienda, in parte comunità, in parte luogo in cui si impara, in parte espressione personale. Ironicamente, il movente del profitto oggi ci porta a scrivere in modo più personale sul web rispetto a prima. Il computer è infatti un mezzo così freddo che per superare questo schermo di vetro dobbiamo rivelare più di noi stessi di quello che faremo normalmente con il business writing, con il giornalismo o con il marketing. Che gioco del destino!

Top

Pensate che le linee guida contenute in Hot Text (rivolte ai lettori inglesi), siano applicabili anche alla lingua italiana? Le frasi in italiano, per esempio, tendono ad essere più complesse e lunghe di quelli inglesi.

Ci dispiace. Sappiamo leggere solo un poco di italiano, visto il nostro lungo amore per la poesia Latina. Pensiamo che ogni lingua abbia le sue bellezze e le sue sfide. I madrelingua conoscono sicuramente i trucchi linguistici che funzionano per i connazionali. C’è un genio comunicativo in ogni lingua e solo pochi stranieri hanno provato a trasmettere questo spirito con le loro parole. Per questo non sappiamo dire cosa rende meglio in italiano.

L’impressione è che le nostre linee guida, basate sulla ricerca rivolta all’attenzione, usabilità, lettura e percezione, sono probabilmente largamente applicabili, ma che ogni cultura reagirà in modo diverso.

Toshi Inagaki è un professionista di scrittura tecnica in Giappone.
Una volta ci ha detto che probabilmente i giapponesi odiano il computer perché non c’è nessun tasto con la scritta “Forse”.
Gli americani, invece, credono che ci sia bisogno solo di due tasti: “Si” e “No”.

Sembra che la tecnologia esasperata, il commercio elettronico e il web ci stiano portando verso una direzione fatta di brevità, semplicità e chiarezza.

Ma ci sono un sacco di webzine, personali e professionali, dove il linguaggio è complesso, sottile e decorativo come nessuna rivista patinata su carta. La loquacità diventa una virtù quando il visitatore vuole assorbire la tua personalità e perdersi nella tua dialettica.

Top

Proviamo con un esempio a capire cosa significa “scrittura per il web che funziona”. Ho trovato questo estratto nel sito di Salt Lake 2002. Credete che possa essere migliorato?

Originale:

Stefania Belmondo (pronounced steh-FAHN-yah bell-MOHN-doh) is making
her fifth appearance in the Olympic Winter Games. She is one of the
most decorated athletes in the history of the Games with seven medals
(one gold, two silver and four bronze). Belmondo has announced that
the Salt Lake Games will be her last. Her seven medals tie her for
eighth on the career Olympic Winter Games medals list. Norwegian
cross-country skier Bjorn Daehlie has the most medals in Winter Games
history with 12, followed by Soviet cross-country skier Raisa
Smetanina, who won 10 medals. Belmondo made her Winter Games debut in
Calgary in 1988 when she was still a junior. At the next Olympics, in
Albertville, she claimed three medals – gold in the 30-kilometer
freestyle, silver in the pursuit and bronze in the 4x5km relay.
Belmondo has won four individual world titles – two in 1993 and two in
1999. Though she has never won an overall World Cup title, Belmondo
has been one of the most consistent skiers in the world over the last
decade, finishing in the top 10 in the World Cup standings 11 straight
times – including four second-place finishes. Six times she has
finished the season among the world’s top three. (205 parole)

Estratto da SaltLake2000 [nuova finestra]

Commento:

Si, è abbastanza insulso.

Presupponendo che il visitatore voglia conoscere meglio questa eccellente sciatrice, cambiamo i verbi all’attivo, facciamola diventare “l’attrice”, riorganizziamo il testo per mettere prima i fatti principali e presentiamone alcuni sottoforma di lista.

Inoltre, se gli utenti hanno scelto di leggere un articolo sulla Belmondo, probabilmente non cercano informazioni sulla sciatrice sovietica e su quella norvegese. Lo scrittore invece le menziona, probabilmente perché stava lavorando per il comitato olimpico, invece di rispondere alle esigenze dei visitatori. Tagliamo così questi due riferimenti.

Nota: Nell’articolo che abbiamo trovato, il primo paragrafo descrive la vittoria di Stefania e la conquista della medaglia d’oro. L’estratto si riferisce al secondo paragrafo.

Revisione per il web:

Titolo: Farewell, Stefania!

Stefania Belmondo says farewell to Olympic skiing today. She’s skied in
five Olympic Winter Games, and won 7 medals.

Aside from today’s gold medal, the high point of her career came at her
second Olympic, in Albertville, where she won

  • Gold in the 30-kilometer freestyle
  • Silver in the pursuit
  • Bronze in the 4×5 kilometer relay

Her gold medal today moves her up to seventh place in the all-time list of
people who have won medals at the winter Olympics.

In other world competition, Belmondo has

  • Won two world titles in 1993
  • Won two world titles in 1999
  • Finished in the top 10 in World Cup standings 11 straight times (including four 2nd-place finishes)
  • Finished six times among the world’s top three skiers

Alas, she has announced that the Salt Lake Games will be her last Olympics. (143 parole)

Top

Ci sono stati dei miglioramenti nella scrittura web degli ultimi mesi?

No. Vediamo lo stesso tipo di scrittura per il web: da quella eccellente a quella scadente. Probabilmente ci stiamo avvicinando ad una fase di stabilità, in cui i siti web di un certo tipo standardizzano il loro stile. Così i siti di ecommerce stanno gradualmente adottando un tono di marketing e i siti di informazione stanno elaborando il loro tipo di approccio.

Nel sue insieme, il web sembra essere un sistema interattivo e come tale sta evolvendo senza alcun controllo secondo le sue regole. Sempre più persone si uniscono alla conversazione: la vera misura dell’interazione è data dal singolo click, il che significa che il web si comporta come l’economia, che è basata su miliardi di singoli acquisti.

In sistemi così complessi, non possiamo propriamente parlare di miglioramenti, ma di evoluzione.
Le conversazioni individuali creano mode, innovazioni e convenzioni che scorrono per la rete, muoiono e sono rimpiazzate da altre. Il web è come una super-lingua, creata da tutte le persone che vi partecipano.

Top

Quale è la vostra esperienza come navigatori della rete?

Ci piace il surf. Jonathan viveva alle Hawaii ed era un goffo surfer a Waikiki. Gli piacevano solo le onde che gli arrivavano al massimo alle ginocchia.

Allo stesso modo, come surfer della rete, tendiamo ad essere pigri, petulanti, impazienti, esigenti e confusi. Siamo praticamente dei tipici consumatori di contenuti web. Per esempio, quando troviamo un’informazione che ci interessa, clicchiamo, la visualizziamo e la stampiamo per una successiva lettura. Sul web ci comportiamo più come utenti che come lettori.

Top

Perché avere deciso di mettere tutto il vostro libro gratuitamente su internet?

È nello spirito del Web. Crediamo che ci siano molte persone che non possono rischiare di comprare un libro sconosciuto, così vi mostriamo l’intero prodotto online [nuova finestra]. Se vi piace molto, e volete una confezione conveniente, allora probabilmente [nuova finestra]comprerete il libro. In caso contrario, probabilmente vi siamo lo stesso stati di aiuto. È quello che ci auguriamo.

Top

ASP.NET: Mantenere lo stato – Codice sorgente dell’esempio

Sorgenti: pageLoad.aspx – pageLoadCheck.ascx – footer.ascx

Scarica i sorgenti: aspnet02.zip

Articolo a cui si riferisce il codice: ASP.NET: Mantenere lo stato

pageLoad.aspx

  1 <!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN"
  2   "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd">
  3 
  4 <%@Page Language="VB"%>
  5 <%@Register TagPrefix="ANet" TagName="Footer" Src="includes/footer.ascx"%>
  6 
  7 <!—
  8 # nome: pageLoad.aspx
  9 # scritto da: Antonio Volpon
 10 # data creazione: 21 Ottobre 2001
 11 # ultima modifica: 21 Ottobre 2001
 12 # copyright: Antonio Volpon
 13 —>
 14 <script language="vb" runat="server">
 15 Sub Page_Load(sender as Object, e as EventArgs)
 16 ‘ Visualizza il contenuto dell’ input box
 17 risposta.innerHTML = "Piacere di conoscerti " + txtNome.value
 18 End Sub
 19 </script>
 20 
 21 <html>
 22   <head>
 23     <link rel="stylesheet" href="css/aspnet.css" type="text/css">
 24     </link>
 25     <title>L’evento Page_Load</title>
 26   </head>
 27   <body>
 28     <div class="titolo">
 29       L’evento Page_Load
 30     </div>
 31     <hr noshade="true" size="1" width="100%" />
 32     <form runat="server">
 33       <table align="center">
 34         <tr>
 35           <td>
 36             Inserisci il tuo nome:
 37           </td>
 38           <td>
 39             <input type="text" id="txtNome" name="txtNome" size="20" runat="server" />
 40           </td>
 41         </tr>
 42         <tr>
 43           <td colspan="2" align="right">
 44             <input type="submit" id="btnSubmit" value="Invia" />
 45           </td>
 46         </tr>
 47       </table>
 48       <div class="risposta" id="risposta" runat="server">
 49       </div>
 50     </form>
 51  <ANet:Footer id="Menu" runat="server" />
 52   </body>
 53 </html>

pageLoadCheck.aspx

  1 <!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN"
  2   "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd">
  3 
  4 <%@Page Language="VB"%>
  5 <%@Register TagPrefix="ANet" TagName="Footer" Src="includes/footer.ascx"%>
  6 
  7 <!—
  8 # nome: pageLoadCheck.aspx
  9 # scritto da: Antonio Volpon
 10 # data creazione: 21 Ottobre 2001
 11 # ultima modifica: 21 Ottobre 2001
 12 # copyright: Antonio Volpon
 13 —>
 14 <script language="vb" runat="server">
 15 Sub Page_Load(sender as Object, e as EventArgs)
 16 ‘ Visualizza il contenuto dell’ input box se presente un valore
 17 if Page.IsPostBack then
 18   risposta.innerHTML = "Piacere di conoscerti " + txtNome.value
 19 else
 20   risposta.innerHTML = ""
 21 end if
 22 End Sub
 23 </script>
 24 
 25 <html>
 26   <head>
 27     <link rel="stylesheet" href="css/aspnet.css" type="text/css">
 28     </link>
 29     <title>L’evento Page_Load con controllo</title>
 30   </head>
 31   <body>
 32     <div class="titolo">
 33       L’evento Page_Load con controllo
 34     </div>
 35     <hr noshade="true" size="1" width="100%">
 36     <form runat="server">
 37       <table align="center">
 38         <tr>
 39           <td>
 40             Inserisci il tuo nome:
 41           </td>
 42           <td>
 43             <input type="text" id="txtNome" name="txtNome" size="20" runat="server">
 44           </td>
 45         </tr>
 46         <tr>
 47           <td colspan="2" align="right">
 48             <input type="submit" id="btnSubmit" value="Invia">
 49           </td>
 50         </tr>
 51       </table>
 52       <div class="risposta" id="risposta" runat="server">
 53       </div>
 54     </form>
 55  <ANet:Footer id="Menu" runat="server" />
 56   </body>
 57 </html>

footer.aspx

  1 <hr noshade="true" size="1" width="100%">
  2 <div class="footer">
  3 Questo esempio fa parte di un corso gratuito di ASP.NET realizzato da <a href="https://fucinaweb.com/" title="FucinaWeb.com: articoli, corsi e risorse per forgiare siti">FucinaWeb.com</a>.
  4 </div>
  5 <div class="footer">
  6 Copyright&copy; 2001-2002 Antonio Volpon – <a href="mailto:[email protected]">[email protected]</a>
  7 </div>
  8 

ASP.NET: Mantenere lo stato – L’evento Page Load e i form Postback

Corso ASP.NET: seconda puntata

Esempio funzionante | Sorgente | Scarica il sorgente (zip)

Le pagine ASP.NET sono un’istanza della classe Page, da cui ereditano alcuni eventi.

Tra tutti gli eventi, il più usato è Page_Load. È il posto ideale in cui inserire codice che deve comunque essere eseguito ad ogni caricamento della pagina, o una volta che i dati sono stati inviati usando una form.

In generale, in ASP.NET un evento è racchiuso tra tag , in funzioni che portano il nome dell’evento stesso.

Esempio con l’evento Page_Load

Visualizzate il codice sorgente oppure scaricatelo per vedere la pagina sulla vostra macchina.

La pagina si limita a visualizzare una form con un campo da compilare:

Pagina con form e input box
Richiede il nome dell’utente

Notate come compaia la scritta “Piacere di conoscerti” anche se ancora non abbiamo inserito proprio niente. Non preoccupatevi: vedremo tra un attimo come toglierla.

Se inseriamo il nostro nome e inviamo i dati, la situazione diventa la seguente:

La pagina visualizza il nome e cognome dell'utente
Visualizza il messaggio di benvenuto

La pagina non compie nessuna operazione eccezionale: quello che è interessante andare a vedere è il codice sorgente:

32 < form runat=”server”>
33 < table align=”center”>
34 < tr>
35 < td>
36 Inserisci il tuo nome:
37 td>
38 < td>
39 < input type=”text” id=”txtNome” name=”txtNome” size=”20″ runat=”server” />
40 td>
41 tr>
42 < tr>
43 < td colspan=”2″ align=”right”>
44 < input type=”submit” id=”btnSubmit” value=”Invia” />
45 td>
46 tr>
47 table>
48 < div class=”risposta” id=”risposta” runat=”server”>
49 div>

Qui viene composta la form con l’input box e il pulsante di invio.

Va notato che l’input box è di tipo server. Sarà necessario infatti leggerne il valore da codice.

Infine, è presente un controllo “div” che visualizza il messaggio di benvenuto.

Ecco adesso il codice che “comanda” la visualizzazione del messaggio:

14 < script language=”vb” runat=”server”>
15 Sub Page_Load(sender as Object, e as EventArgs)
16 ‘ Visualizza il contenuto dell’ input box
17 risposta.innerHTML = “Piacere di conoscerti ” + txtNome.value
18 End Sub
19 script>

Quando la pagina è caricata, viene estratto il valore dell’inpot box ed associato al tag “div” che contiene il benvenuto, utilizzando la proprietà innerHtml.

La proprietà isPostBack

Non vogliamo che il messaggio compaia al primo caricamento della pagina. Per questo motivo è utile utilizzare la proprietà IsPostBack dell’oggetto Page: restituisce True se è stata compilata e inviata la form presente nella pagina.

Ecco il codice della pagina modificata (PageLoadCheck.aspx):

14 < script language=”vb” runat=”server”>
15 Sub Page_Load(sender as Object, e as EventArgs)
16 ‘ Visualizza il contenuto dell’ input box se presente un valore
17 if Page.IsPostBack then
18 risposta.innerHTML = “Piacere di conoscerti ” + txtNome.value
19 else
20 risposta.innerHTML = “”
21 end if
22 End Sub
23 script>

Form Postback

Se la form che inseriamo nel codice ASP.NET contiene l’attributo runat=”server”, il valore dei campi viene mantenuto una volta inviata la pagina. Questo tipo di form prende il nome di Form PostBack ed è usato per simulare un meccanismo di stato all’interno delle pagine ASP.NET

Non è più necessario inserire campi nascosti o passare il valore dei campi all’interno della QueryString. Il loro valore è mantenuto direttamente da ASP.NET. Nessuna magia, comunque: se andate a controllare il codice sorgente della pagina inviata al browser noterete che in realtà quello che è spedito al cient è proprio un campo nascosto.

Conclusione

L’utilizzo efficace delle Form PostBack consente di:

  • Ridurre il codice necessario per simulare gli stati
  • Verificare velocemente se la form è stata compilata e inviata
  • Isolare il codice dal documento Html